Disturbi d’ansia nel bambino



“Se il mondo esterno è percepito come ostile, quando ci si sente indifesi, rischiare di dare fastidio agli altri sembra un’autentica imprudenza.” (Horney)

Sono molti i bambini che manifestano paure e ansie e si sentono instabili. Ciò può tradursi in una varietà di sintomi ansiosi, come fobie, manifestazioni psicosomatiche, rituali ossessivo.compulsivi, enuresi notturna e incubi. Questi bambini possono fare fatica a concentrarsi; possono apparire spesso sovreccitati, proprio per il fatto di avere questa instabilità interiore. Queste emozioni destabilizzanti allontanano l’attenzione del bambino dal mondo esterno, poiché ha già troppe cose che l’impegnano nel suo mondo interiore da gestire e salvaguardare. Alcuni di questi bambini si sentono troppo in ansia al pensiero di esplorare il mondo o di essere in qualche modo avventurosi e preferiscono restare vicini ai loro genitori o chiusi in casa (pur avendo spesso ammirazione ed invidia verso i coetanei più disinvolti ed intraprendenti). Altri bambini potrebbero invece agitarsi e divenire anche aggressivi perché non sono in grado di gestire l’intensità delle emozioni che provano.

Tuttavia, è  importante sottolineare che ogni fascia di età, a partire dai primi mesi di vita fino all’età adolescenziale, è caratterizzata da paure tipiche. Stati di timore o di apprensione fanno quindi parte del normale sviluppo emotivo del bambino e la loro presenza non è necessariamente segno di patologia. Occorre quindi distinguere quando l’apprensione è una normale reazione al processo di adattamento e quando invece può essere il segnale di un malessere più profondo.

I principali disturbi d’ansia di cui soffrono i bambini sono:

  • Disturbo d’ansia da separazione
  • Fobia sociale Fobia specifica
  • Disturbo Ossessivo–Compulsivo
  • Disturbo post Traumatico da Stress

Fobia sociale

Il bambino teme ed evita tutte le situazioni nelle quali può essere esposto al giudizio di  altri, ciò a causa di una paura persistente ed irrazionale; inoltre teme anche di comportarsi in modo inappropriato e ridicolo e quindi di non essere all’altezza delle differenti situazioni sociali in cui può essere coinvolto. Per questi motivi può avere comportamenti aggressivi ed oppositivi pur di sottrarsi alle situazioni temute. Così facendo intensificano la loro insicurezza, l’autostima si sgretola ed il senso di vulnerabilità accresce l’ansia e il desiderio di rinchiudersi in se stesse ignorando e schivando gli altri.

Mutismo selettivo

Una condizione correlata  alla fobia sociale  è il mutismo selettivo. Questo disturbo è caratterizzato dal rifiuto di parlare in determinate situazioni. I bambini con mutismo selettivo parlano con i parenti o gli amici di famiglia mentre, in tutte le altre situazioni, questi bambini non iniziano una conversazione, né rispondono. L’esordio di solito è precoce, intorno ai tre, quattro anni.

Ansia d’esame

L’ansia d’esame è una condizione comunemente associata alla fobia sociale. Come la fobia sociale, l’ansia d’esame è la paura d’essere valutati negativamente e ha delle componenti cognitive, somatiche e comportamentali. I bambini temono di fare una brutta figura quando vengono valutati a scuola; accusano palpitazioni cardiache, sudorazione e rossore. Infine, i bambini con ansia d’esame si fingono malati con  lo scopo di evitare la scuola il giorno della prova.

Fobia specifica

Consiste in una eccessiva e persistente paura con successivo evitamento rivolta verso una situazione o oggetto specifico e da conseguente compromissione della vita del soggetto.

Disturbo d’ansia da separazione

Il bambino manifesta ansia eccessiva e preoccupazione non realistica, accompagnate spesso da malessere fisico, ogni volta che deve separasi dalle figure verso le quali prova attaccamento.

Disturbo d’ansia generalizzata (disturbo iperansioso)

Questi bambini esprimono preoccupazioni rilevanti per una miriade di aspetti e presentano sintomi somatici come nervosismo, irritabilità o agitazione, affaticabilità, difficoltà di concentrazione, tensione muscolare e sonno disturbato. Si tratta di quei bambini i cui genitori riferiscono di osservare nei figli una costante “preoccupazione” per tutto.

Disturbo Ossessivo–Compulsivo

Questo disturbo è caratterizzato dalla presenza di ricorrenti ossessioni (pensieri, immagini e impulsi irragionevoli che s’impongono al soggetto) e compulsioni (comportamenti/azioni che servono al soggetto per annientare i pensieri ossessivi e ridurre l’ansia).

I bambini che soffrono del disturbo ossessivo-compulsivo si sentono costretti a pensare o a comportarsi in un determinato modo per contenere l’ansia e le emozioni che vivono  con modalità altrimenti  drammatiche. Questi bambini non riescono a liberarsi del bisogno che tutto sia sotto controllo; per questo motivo risultano molto precisi, poco disinvolti, costantemente preoccupati. Per tenere l’ansia a freno spesso individuano dei rituali che si sentono costretti a ripetere. Preferiscono ciò che è già sperimentato e che per questo motivo non è più fonte d’ansia; ogni novità o deviazione dalla quotidianità può far precipitare nel panico questi bambini. “Le emozioni vengono trattate come intrusi che disturbano l’ordine del mondo, di cui i soggetti ossessivi si sono resi padroni” (Rycroft, 1988, p.77)

Disturbo post Traumatico da Stress

I bambini che hanno vissuto situazioni di forte pericolo e minaccia alla propria o altrui vita (lutto, incidente, terremoto, etc) sviluppano una serie si sintomi tra cui ansia, evitamento di ogni situazione che ricordi quanto è accaduto, continui flashback dell’evento traumatico, intense reazioni di allarme (ad esempio, in risposta ad un rumore), un generale stato di appiattimento emotivo, etc.

Quando il trattamento psicologico riguarda persone in età evolutiva, è possibile solo parzialmente ricorrere alle stesse modalità con cui si lavora con pazienti adulti. La terapia cognitivo comportamentale, per questa fase del ciclo di vita, fornisce una grande varietà di strumenti cui fare riferimento e si avvale delle tecniche e delle strategie usate con pazienti adulti adattate all’età e al grado di sviluppo cognitivo ed emotivo del piccolo paziente.

 

“La psicoterapia può aiutare i bambini spaventati a costruire un Sé più resiliente e delle difese più sane e a sapere “che, anche se la nostra situazione non è perfetta, la maggior parte del tempo non siamo davvero in pericolo.” (Bar-Levav)



Per approfondire:
Isola L., Mancini F., “Psicoterapia cognitiva dell’infanzia e dell’adolescenza”, FrancoAngeli, 2003.
Sunderland M., “Aiutare i bambini a superare ansie o ossessioni” Erickson, 2006.
Sunderland M., “Aiutare i bambini con poca autostima” Erickson, 2005.
Dacey J. S., Fiore L. B., “Il bambino ansioso.” Erickson, 2008.

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